domenica 15 maggio 2011

Deluso riappaio


"Si nun c' stà 'a mmuìn, addvent' 'na cosa solo culturale!".
Il purista del napoletano scritto perdonerà le mie incapacità dialettali, tento solo di riportare cose dettemi da altri.

Un "altro" che in tali versi ha saputo racchiudere l'essenza di un qualcosa che al trascorso Napoli Comicon non è andato come doveva, di una falla organizzativa che dall'alto ha sghignazzato orgogliosa assistendo allo spopolamento di stanze che solo l'anno prima si crogiolavano goduriose tra le folle in esse contenute; qualcosa che ha visto ridurre una delle fiere, a mio avviso (e non credo solo al mio), tra le più prestigiose in Italia, ad un'altra che decisamente non onora le glorie del passato, e che sarei forse ritenuto eccessivamente catastrofico nel darne definizione.

Versi cantati da tale "altro" che qualcosa di fiere ne capisce, e non solo qualcosa.

A distanza di due settimane una cinghia di carta verde ancora sigilla il mio polso, un memento mori che più che "ricordati che devi morire" sembra dire "ricordati che il Napoli Comicon è già morto".


P.S.: un interrogativo mi sovviene: la foto che svetta prepotente sul sito del Comicon (riportata in alto nel post) è pura idealizzazione o i soggetti inquadrati hanno tutti atteso che mi allontanassi dalla zona per mettersi in posa? No perchè io quella stanza l'ho sempre vista vuota, tanto da credere fosse ancora in allestimento!
Sarà forse che veniva utilizzata solo in orari e giorni stabiliti? Giuda ballerino!